POLLICINO

1 dicembre 2017

Produzione Eco di fondo con la collaborazione di Campo Teatrale

Selezionato da NEXT/laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo, edizione 2017/18

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regia Giacomo Ferraù

drammaturgia Giacomo Ferraù e Giulia Viana

con Andrea Pinna, Libero Stelluti, Giulia Viana

Con l’amichevole partecipazione video di Valentina Scuderi e Chiara Stoppa

e di Vittoria e Duong che prestano voce e corpo a Frugolo

disegno luci Giuliano Almerighi

Scene Giuliano Almerighi, Luca Negri, Lucia Rho

Costumi Sara Marcucci – We We Wardrobe

Assistente alla regia Dario Muratore

Coreografie Riccardo Olivier / Fattoria Vittadini

Illustrazioni Libero Stelluti

Progetto video Riccardo Calamandrei – Animazione video Riccardo Calamandrei, Giulia Viana

Si ringraziano Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per la collaborazione artistica

e Francesco Givone / Zaches Teatro per il burattino scoiattolo

Organizzazione e distribuzione Elisa Binda – Supporto organizzativo Michele Balistreri

Debutto: 3 maggio 2018, Bì, Cormano, Festival Segnali 2018

 

Pollicino ha le gambe corte, ma il passo svelto. Pollicino ha la memoria breve, ma una profonda saggezza. Il nostro Pollicino è diventato grande, non di statura, ma di età. Come succede a tutte le persone che cominciano ad invecchiare, anche lui ha iniziato incurvarsi e a rimpicciolire ogni giorno di più. Tuttavia, essendo sempre stato una persona, diciamo, di statura piccola ma molto piccola, insomma ridotta, il suo rimpicciolimento è molto più evidente. Pollicino ha un figlio alto, molto alto: il boscaiolo, con cui non è mai andato molto d’accordo.

Un giorno però, padre e figlio si ritrovano sulla strada di casa…

 

NOTE di REGIA

Pollicino nasce dal nostro desiderio di avvicinare il giovane pubblico (dagli 8 anni) al tema della terza età, per tentare di rompere quel meccanismo naturale per cui un bambino “non diventerà mai vecchio, solo più grande”.

Abbiamo inoltre un altro obiettivo: fare in modo che la forma e i contenuti dello spettacolo possano abbracciare anche un pubblico di adulti, per confrontarci e interrogarci con loro circa un altro frequentissimo tema dell’essere umano, ovvero diventare “genitori dei propri genitori”.

Per il boscaiolo soprattutto, vivere sotto lo stesso tetto con lo scorbutico ed ormai anziano papà  Pollicino sarà occasione di scontro, ma anche successivamente di riappacificazione, rielaborazione del proprio passato e del travagliato rapporto con il padre.

Lo spettacolo racconta con i toni spesso leggeri e divertenti, talvolta scuri e melanconici di una fiaba,  temi attuali legati all’anzianità: la perdita della memoria a breve termine, i dubbi dei figli sulla scelta di accompagnare i propri genitori in una casa di riposo, l’amore nella terza età, la vicinanza tra senilità e prima infanzia, gli acciacchi e le malattie, l’avvicinarsi della fine e la consapevolezza di questo appuntamento.

La narrazione avviene attraverso gli occhi di Frugolo, il nipote di nonno Pollicino, che, scrivendo un tema che ha per titolo “Racconta una fiaba che abbia per protagonista una persona a te cara”, sceglie di parlare di suo nonno, di come lo ricorda e delle sue avventure da quando ha iniziato a rimpicciolire, di quello che gli ha insegnato, dei suoi viaggi, dei suoi difetti e della sua tenerezza.

Racconta anche come, un giorno, nonno Pollicino sia  diventato talmente piccolo da scomparire;

come, da allora, il boscaiolo  non abbia più potuto  vedere suo papà Pollicino, perché è diventato troppo piccolo;

come anche Pollicino, probabilmente, non possa più vedere il figlio perché troppo grande per lui…

…e anche come, nonostante questo, non smetteranno mai di esserci, l’uno per l’altro.