NARCISO

17 Dicembre 2021

NARCISO

produzione Eco di fondo

con il sostegno del MiC

spettacolo inserito nel progetto NUOVA ALBA – con il sostegno del Comune di MILANO

debutto: aprile 2022, Teatro Elfo Puccini, Milano

 

Marco Rizzo in Narciso. foto Chiara Asoli

(anteprima 12 dicembre 2021, Spazio Fattoria, Milano)

Diego Delfino in Narciso. foto Chiara Asoli (anteprima 11 dicembre 2021, Spazio Fattoria, Milano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

drammaturgia Giacomo Ferraù e Giulia Viana

regia Giacomo Ferraù

con Marco Rizzo / Diego Delfino

voce di Eco Giulia Viana

con la collaborazione artistica di Francesco Frongia

assistente alla regia Giulia Viana

allestimento multimediale e tecnico Lorenzo Crippa – Riprese video Omar Nedjari

scene Marina Conti – assistente scenografa Federica Padovani

disegno luci Giuliano Almerighi

organizzazione e distribuzione Elisa Binda

 

ringraziamenti Associazione La Banda degli Onesti e Campo Teatrale, Milano

 

Abbiamo tentato di rileggere un celebre mito come quello di Narciso alla luce del tema del pericolo dell’isolamento dovuto alla dipendenza dal gioco online e dai mezzi di comunicazione in generale, tendenza che non solo genera frustrazione, depressione ed apatia, ma mette seriamente in pericolo le nuove generazioni che non percepiscono i rischi che si celano dietro lo schermo e il livello di dipendenza in cui si rischia di cadere. Narciso smette di interessarsi agli altri perché specchiandosi nel riflesso dell’acqua rivede un’altra creatura che lo attira più di qualsiasi forma umana, e questo amore lo porterà ad affondare sprofondando in esso. Lo specchio d’acqua è per noi lo schermo in cui lo spettatore potenzialmente rischia di isolarsi, attirato dal gioco online, dal gioco con un altro sé stesso, allontanando il contatto diretto fatto di relazioni umane.

Il mito di Narciso alla luce del tema del gaming e della dipendenza dai mezzi di comunicazione. Come Narciso, anche il nostro protagonista smette di interessarsi agli altri perché attratto da quello “schermo d’acqua” in cui intravede il suo riflesso, un riflesso che può incantarti fino a farti precipitare.